lo sanno tutti e fingono,
lo sanno tutti e ancora c’è bisogno che io lo ripeta
non sono un guaritore
il pifferaio magico delle miserie tutte
non sono il profeta dell’anestesia di massa
né della consapevolezza ad ogni costo
sappiatemi in un posto
sappiatemi persona
fate questo sforzo di estrapolazione urbana
fate questa magia di astrazione
guardatemi
guardatemi… è uno sguardo,
misero e innegabile
che però può darmi un posto
un posto fuori dall’architettura urbana
fuori dagli impegni decorativi di una colonna,
di un marciapiede, della panchina sdrucita di una piazzetta.
sappiatemi in un posto
che non sia metafora, in un occhio umano
che non abbia già impostati i modelli stretti della determinazione
sappiatemi vittima e artefice del mio caso,
del mio destino
della mia personale resistenza.
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